Il bonus baby-sitter 2020, come e chi può ottenerlo

Trattiamo una delle novità fiscali e non solo, che interessa milioni di famiglie. Stiamo parliamo di un altro aiuto in epoca COVID-19 noto come bonus baby-sitter. Molti non lo conoscono o ne conoscono poco l’effettiva portata e l’utilità. Voglio ricordarti che questo aiuto può essere molto utile, perché quando riprenderemo alla normalità del nostro lavoro, ci sarà il problema delle scuole chiuse e i figli da gestire. Questa opportunità è valida per:

  • chi ha figli piccoli e ha bisogno di tempo per lavorare;
  • chi è senza figli, e ha il tempo per accudire quelli degli altri, come ad esempio anche un parente.

Come posso fruire il contributo baby-sitter?

E’ previsto per chi ha almeno un figlio di età inferiore ai 12 anni alla data del 5 marzo 2020. Il bonus serve per poter pagare i servizi di assistenza, ovvero per guardare il bambino. Questo contributo arriva fino a €600 per i dipendenti nel settore privato iscritti in via esclusiva alla gestione separata INPS, per lavoratori autonomi iscritti all’INPS, come artigiani commercianti e agricoltori, nonché ai lavoratori iscritti alle casse professionali. Quindi una legge che abbraccia a 360° tutte le categorie, anche avvocati, commercialisti e ingegneri. Attenzione, arriviamo fino a €1000 per chi opera in ambito sanitario, quindi medici infermieri tecnici di laboratorio di radiologia, operatori socio sanitari, personale dei comparti sicurezza difesa e soccorso pubblico.

Sono escluse dal Bonus babysitter

  • Non rientrano le famiglie ove vi siano all’interno lavoratori disoccupati o che non hanno un lavoro;
  • Chi riceve altre forme di sostegno al reddito dovute per la sospensione o cessazione dell’attività di lavoro, ad esempio quelli che prendono la cassa integrazione la naspi o l’indennità di mobilità stessa è escluso;
  • Escluso anche nel caso in cui un genitore ha beneficiato già del congedo parentale che è un’alternativa al bonus baby-sitter.

Il messaggio che vuole dare questo contributo

Questa norma è un aiuto per quei casi in cui uno dei due genitori, dovendo o potendo stare a casa senza lavorare, può badare ai propri figli, invece nel caso del lavoratore agile, il genitore può ricevere il bonus perché, pur restando a casa non può guardare i figli, ma deve lavorare ad esempio dal computer.

“E’ il caso di molti dipendenti amministrativi che hanno continuato a lavorare da casa ottenendo il limite massimo per nucleo familiare di €600.“

Questo non significa che avremo direttamente i €600, ma potremmo utilizzare questa somma indicando all’INPS la persona che sarà la nostra baby-sitter. Il pagamento sarà effettuato tramite un sistema gestito dall’INPS chiamato “libretto di famiglia”. Il limite di età è di 12 anni, non si applica però ai figli che hanno delle disabilità particolarmente gravi.

Come si può fare la domanda?

La domanda può essere presentata online attraverso il servizio dedicato sul sito INPS, previa registrazione, e con l’ottenimento di un PIN. In alternativa si può fare domanda tramite Contact Center al numero 803.164 gratuito da rete fissa, oppure allo 06/164164 da rete mobile. In alternativa, attraverso i patronati che offrono servizi gratuitamente telematici, a tutti quanti i richiedenti.

Subito dopo che la domanda viene inviata, è opportuno che, sia il genitore, sia la baby-sitter, scrivono nel libretto di famiglia del sito INPS il genitore come utilizzatore del Buono e la baby-sitter come prestatore del servizi. Una volta che il bonus viene concesso da parte dell’INPS, il genitore deve effettuare la cosiddetta “appropriazione del bonus” tramite il libretto di famiglia. Questo lo deve fare entro 15 giorni solari dalla ricezione dell’accoglimento della domanda. A partire da questo momento si potrà utilizzare la somma di €600 in buoni da €10 l’ora netti alla baby-sitter, che corrispondono a €8, e che potranno essere incassati direttamente da chi accudisce i figli secondo le nostre indicazioni.

I limiti del bonus baby-sitter

Una cosa che in molti non conoscono e non sanno, è che non ci sono limiti di reddito per questo bonus e che quindi è previsto, a prescindere da quanto guadagniamo o da quanto guadagna l’interno nucleo familiare. L’importante è che entrambe i genitori siano dei lavoratori, e non percepiscono altre forme di aiuto di sostegno al reddito.

Inoltre, attenzione perché nella norma non è scritto chi debba essere la baby-sitter e trattandosi di lavoro occasionale, o comunque saltuario, si potrebbero avere anche più di una baby-sitter, esempio, una per la mattina è una nel pomeriggio ma sempre nel limite di €600.

Il bonus per i parenti che dedica del tempo ai nostri bambini

Si potrebbe utilizzare il voucher per pagare come baby-sitter qualcuno all’interno della nostra famiglia. Ad esempio un genitore, il nonno, ma anche la zia o la cugina che, mentre lavoriamo, possono venire a casa a guardare i figli e ricevere così il contributo dello Stato.

L’erogazione del bonus baby sitter

Avviene mediante libretto di famiglia e può fruirne il genitore beneficiario e la baby-sitter. Entrambe devono essere registrate sulla piattaforma dedicata. Questa operazione deve essere eseguita entro 15 giorni dall’accettazione della domanda del voucher. Le operazioni possono avvenire tramite le proprie credenziali al contact center dell’Inps oppure al patronato. Al termini delle operazioni richieste, la baby-sitter dovrà indicare i dati bancari utili per ottenere l’accredito.

L’erogazione massima del contributo è di circa €600. Con un contratto di €8 l’ora per 13 ore settimanali, pagate un mensile di 450,30 + €2 di tredicesima + €37 di TFR + €36 di contributo a carico del datore di lavoro.